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RITA, LA SANTA DELLA ROSA

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Poche settimane ci separano dalla festa delle Rite e della Rosa, una festa che vuole ricordare tra preghiere, riflessioni e canti folkloristici il miracolo avvenuto nel lontano febbraio del 1457, quando Rita morente chiese alla cugina Bona di portarle dall’orto di Roccaporena “una rosa rossa e due fichi maturi”. Povera Rita, la malattia le aveva fatto dimenticare che nel rigore invernale era impossibile trovare quello che lei desiderava. Questo pensava la povera cugina senza considerare che «nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37). Quando, recatesi nell’orto, trovò effettivamente la rosa rossa ed i due fichi maturi, la povera donna non poté trattenere la gioia e lo stupore, ritornando prontamente a Cascia per consegnare i doni alla cugina malata. «È per questo – spiego ad alcuni turisti occasionali, stupiti di vedere tante rose intorno alla statua della Santa – che la rosa è inscindibilmente legata alla spiritualità di Santa Rita, definita pochi anni dopo la sua morte “la Santa dei casi impossibili”». È indubbio che dietro ogni fiore poggiato ai piedi della Santa, si racchiude una preghiera, una silenziosa richiesta che bussa al cuore di Dio, attraverso l’intercessione di colei che nella sua vita terrena si sforzò di compiere in ogni situazione la volontà del Padre. Tra i devoti che sono giunti pellegrini nel paese natale di Santa Rita, vogliamo salutare il gruppo di dipendenti dell’Ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli (NA), accompagnati dal cappellano padre Enzo Tiano e dal rappresentante del Cral dell’Ospedale Amedeo Russo. «Abbiamo deciso di compiere questo pellegrinaggio portando nel cuore tutti i nostri ammalati», mi dice un’infermiera con gli occhi lucidi di commozione. Con loro c’è anche Valentina che cerca di comunicarci le sue emozioni con gesti e con piccoli suoni.

Salutiamo anche il gruppo di Cassano Murge (BA), guidato dalla signora Immacolata. «Da anni – spiega – formo questi gruppi di pellegrinaggio; per noi Santa Rita è molto importante, è una Santa che amiamo tanto e siamo contenti di offrire a lei i frutti tipici della nostra terra: l’olio ed il pane».

Si chiamano Rita, “Rituzza” per gli amici, e Biagio, vengono da Misterbianco (CT) con il loro camper. La coppia ottantenne non ha paura della fatica del viaggio né dei disagi della sosta. «Ci sentiamo protetti da Santa Rita – racconta Rituzza -, lei ci chiama a venire qui e noi siamo contenti; abbiamo quattro figli e, ringraziando Dio, sono tutti sistemati». A vederli camminare per le vie di Roccaporena, mano nella mano, si direbbero proprio due giovani sposini: è la bella testimonianza di un amore coniugale che nel tempo si consolida sempre di più. Continuando la testimonianza di amore coniugale, salutiamo con affetto una coppia di Leonessa (RI) che domenica 14 giugno ha festeggiato, tra la gioia dei familiari, 50 anni di matrimonio.

Grazie Santa Rita perché continui a spargere per noi il profumo della tua fedeltà e del tuo amore a Cristo, attraverso al testimonianza di tante persone.

Suor Stella Lepore

Pellegrini da Cassano Murge 50° di matrimonio Rita e Biagio Pellegrini da Pozzuoli

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