0%

NONO GIOVEDI’: Vita nascosta di Rita

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Segno della croce

Si recita la seguente orazione

O gloriosa S. Rita, ci affidiamo con cuore lieto e riconoscente alla tua preghiera, che sappiamo potente presso il Trono di Dio. Tu che hai vissuto le diverse condizioni della vita e conosci le preoccupazioni e le ansie del cuore umano, tu che hai saputo amare e perdonare ed essere strumento di riconciliazione e di pace, tu che hai seguito il Signore come il bene prezioso davanti al quale impallidisce ogni altro bene, ottieni per noi il dono della sapienza del cuore che insegna a percorrere la via del Vangelo. Guarda alle nostre famiglie e ai nostri giovani, a quanti sono segnati dalla malattia, dalla sofferenza e dalla solitudine, ai devoti che a te si affidano con speranza: chiedi per tutti la grazia del Signore, la fortezza e la consolazione dello Spirito, la forza nella prova e la coerenza nelle azioni, la perseveranza nella fede e nelle opere buone, perché possiamo testimoniare davanti al mondo in ogni circostanza la fecondità dell’amore e il senso autentico della vita, fino a quando, al termine del nostro pellegrinaggio terreno, saremo accolti nella Casa del Padre, dove insieme con te canteremo la sua lode per i secoli eterni. Amen.

Si approfondisce la vita nascosta di S. Rita     

La Santa eroina di Cascia, tutta accesa dal desiderio di raccogliersi col suo Dio, non provava diletto che nel silenzio e nella solitudine. Se la carità, l’obbedienza e la devozione la chiamavano alle volte a mettersi a contatto con il mondo, ella non si rifiutava d’abbandonare la sua celletta; appena, però, libera dagli impegni, ritornava al suo ritiro, si abbandonava ai trasporti del cuore, lontana dai rumori e dagli strepiti mondani, pregustava i gaudi del Cielo; si confermava sempre più nel proposito di non curare ciò che il mondo offre, e solo stimare i beni spirituali ed eterni.

In ascolto della Parola (Mt 11, 28-30)

Al mattino, Gesù, si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni.

Virtù: raccoglimento  

Molti stimano che il raccoglimento sia imposto solo al Papa, ai vescovi, ai preti, alle monache, ai religiosi. Invece no: esso deve essere una virtù comune ad ogni cristiano. Vi saranno gradi diversi; alcuni devono dare un tempo più lungo alle occupazioni e conversazioni esterne, altri un tempo più breve; tutti però devono desiderare e cercare di raccogliersi di in tanto in se stessi e meditare sui propri doveri per eseguirli, sui difetti per correggerli e sulle virtù per conseguirle. Tanti dicono di non aver tempo da dedicare alla preghiera e alle buone opere; se fossero, invece, più amanti del raccoglimento, troverebbero questo tempo e troverebbero anche il tempo per attendere ai doveri di famiglia e carità.

Fioretto: pensare alla cose celesti 

Se la necessità o il dovere non chiama fuori di casa, rimaniamo oggi in casa raccolti, spegniamo la televisione e dedichiamo il tempo libero alla considerazione delle cose celesti.

Pater, Ave, Gloria 

Archivi