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NOTE DI SPERANZA E DI PACE PER LA TERRA SANTA E L’IRAQ. PELLEGRINI AL BORGO NATALE DI S. RITA NEI PRIMI QUINDICI GIORNI DI AGOSTO

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In un’estate che sembra finalmente giunta, dopo le copiose piogge di luglio, continua qui a Roccaporena il cammino dei pellegrini suoi luoghi di S. Rita.

In questi giorni abbiamo ospitato un gruppo di giovani provenienti da Oppido Mamertina (RC). Durante la Messa celebrata nel Santuario, il responsabile del gruppo don Letterio Festa,  così ha sottolineato l’importanza della santità: «Dobbiamo camminare uniti sulla strada della santità, tracciata per ognuno di noi dal Battesimo. I Santi sono uomini e donne pienamente realizzati. S. Rita ha vissuto con coraggio e fedeltà tutti gli stati della sua vita, conformando pienamente la sua volontà a quella di Cristo». Con il gruppo di Oppido Mamertina, ricordiamo anche i giovani provenienti dalla parrocchia del SS. Salvatore di Terracina: si trovavano da noi per partecipare ad un campo scuola avente tema le prime comunità cristiane. Accompagnati dal parroco e dagli animatori, hanno percorso a piedi il cammino da Cascia a Roccaporena.

Con i vari gruppi di giovani, a cui uniamo il Gruppo di Pallavolo di S. Benedetto del Tronto, le vie di Roccaporena si sono popolate di piccoli gruppi provenienti dalle più svariate località.

È il caso di don Silvio Aboletti di Cassano d’Adda (MI) che con una decina di persone ha compiuto un pellegrinaggio sui luoghi santi dell’Umbria e non potevano mancare Cascia e Roccaporena. «Si tratta di un vero pellegrinaggio», ci spiega il sacerdote. «Iniziamo la giornata con la preghiera e la meditazione e proseguiamo durante il giorno con la Messa, la recita del rosario e i Vespri. Siamo venuti a Roccaporena, dove S. Rita è nata ed ha vissuto come giovane e poi come moglie e madre, proprio per riflettere sul valore cristiano del matrimonio». «Sono molto colpita dalla figura di S. Rita perchè era una donna sposata come me; allora ho capito che si può diventare santi pur essendo sposati», dice Carmela una delle signore del gruppo.

In questo periodo non mancano pellegrini che a piedi percorrono i 310 Km del cammino di S. Benedetto da Norcia a Montecassino con una “ doverosa “ sosta a Roccaporena, quasi a voler sottolineare il legame spirituale dei due santi nati a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altra, in epoche diverse ma accumunati da un unico amore per Cristo ed il suo Vangelo.

Nella domenica in cui la Chiesa ha ricordato il martire romano S. Lorenzo ed il Papa ha fatto appello ai Capi di Stato per le persecuzioni contro i cristiani in Iraq (10 agosto), salendo allo Scoglio della preghiera sembrava quasi di udire una risposta divina nelle note che come battiti d’ali si librano nell’aria. Era Kristina Kupryte con il tradizionale strumento lituano, il Kankles. Giunta a Roccaporena con un folto gruppo di pellegrini, provenienti dal Belgio, dopo la Messa celebrata in fiammingo nell’antica chiesa di S. Montano, è salita nel luogo mistico che racchiude la pietra dove tradizionalmente S. Rita si poneva a pregare e dall’alto ha lanciato note di speranza e di pace.

Suor Stella Lepore

Dal Belgio per festeggiare 46 anni di matrimonio Famiglia in cammino sul sentiero che conduce allo Scoglio Gruppo di pellegrini di Como Gruppo di pellegrini proveniente dal Belgio Gruppo pallavolo di S. Benedetto del Tronto Krisitna Kupryte suona il tradizionale strumento lituano, il Kankles, in cima allo Scoglio - 1 Krisitna Kupryte suona il tradizionale strumento lituano, il Kankles, in cima allo Scoglio Pellegrini da Cassano d'Adda (MI)

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