il vero amore materno
Giangiacomo e Paolo Maria, fatti ormai grandicelli, eccitati forse da chi (e se ne trovano sempre) vuoi mettere il naso, e non sempre a fin di bene, nelle cose degli altri, meditavano di nascosto propositi di vendetta. Ma che può sfuggire a una madre accorta e vigilante come Rita? Vedendo che né le sue esortazioni né le sue lacrime riuscivano ad allontanare dalla loro mente quel sogno di sangue, rivolta al Crocifisso, che teneva nella sua camera: «O Gesù - disse gemendo - o piega l'animo dei miei figli o falli morire e attirali a te mentre sono ancora innocenti». Preghiera crudele? No, atto di vero amore materno, che a un prolungamento dannoso della vita terrena preferisce per i figli il bene infinitamente più grande della vita eterna. Così pregava Bianca di Castiglia quando, tenendo sulle ginocchia il suo piccolo Luigi, gli diceva: piuttosto che vederti macchiato di peccato, preferirei vederti morto. Il Signore esaudì la domanda di Rita, e dentro lo spazio di un anno i due figlioli, l'un dopo l'altro, se ne volarono al cielo.
pazienza vittoriosa
L'uomo, che Antonio e Amata avevano creduto un ottimo sposo per la loro Rita, si manifestò presto diverso da quello che appariva. Poco amante delle pareti domestiche, trascurato verso la sposa e i figli, collerico e violento, non contento d'oltraggiarla con le parole giunse più volte a percuoterla. Rita (e qui imparino tante spose) non lo malediceva, ma pregava per lui; non gli rispondeva rabbiosamente, ma soffriva in silenzio; non lo fuggiva disgustata, ma gli si mostrava docile e amorosa; non lo ripagava con la medesima moneta, ma studiava ogni giorno nuovi modi per farlo contento. I maltrattamenti sopportati da Gesù erano la sua forza e la sua consolazione in quegli anni di vero martirio. E la sua pazienza trionfò. Paolo di Ferdinando riconobbe a poco a poco i suoi torti, capì quale tesoro di sposa gli aveva dato il Signore, si pentì dei suoi falli e vincendo il suo carattere impetuoso divenne mansueto e affabile. Nella casa di Rita alle scandalose scenate era subentrata la pace; pareva vi fosse penetrato un raggio di sole e un profumo simile a quello delle rose, che ella coltivava con tanto amore nel suo piccolo orto.
delitto e perdono
Ma la gioia e la felicità non durano a lungo su questa terra, dove le rose non sono mai senza spine, mentre abbondano le spine senza le rose. Ed è bene che sia così, altrimenti ci si attaccherebbe troppo alle cose caduche di questo misero mondo e non ci daremmo pensiero di guadagnarci il Paradiso. Una melanconica sera di novembre Paolo tornava da Cascia, dove era andato per alcuni suoi affari. Giunto sotto Collegiacone (era già calata la notte, resa più buia da una nebbia assai fitta) fu improvvisamente assalito da uomini mascherati. Invano egli invocò «pietà e misericordia per Dio Signor nostro», invano si raccomandò per la sposa e i figli. Lampeggiarono i pugnali contro di lui, che non portava alcuna arma. «Mio Dio, muoio!», furono le sue ultime parole. Un contadino, passando più tardi con in mano una lanterna, scoprì il cadavere, lo riconobbe e corse a darne il triste annunzio a Roccaporena. Rita, quasi presaga di una grave disgrazia, quella sera non si sentiva tranquilla e aveva provato il bisogno d'inginocchiarsi e pregare. Dopo qualche ora vennero a bussare alla sua porta; con pietose menzogne cercarono di nasconderle tutta la cruda realtà; ma essa intuì; prese i figli che piangevano, perché vedevano piangere la madre, e in capo alla comitiva giunse sul luogo del delitto. Scena straziante. Rita, che aveva sperato almeno di trovarlo ancora vivo, non poté che abbracciarne il cadavere. Nel sommo dell'angoscia si strinse al seno i due orfanelli, li raccomandò al Padre celeste giacché non avevano più padre sulla terra e insieme con loro invocò la pace eterna per l'amato suo Paolo. Non serbò rancore per gli assassini, di cui venne a conoscere il nome; ma prima in cuor suo e poi con atto pubblico li perdonò per amore del suo Gesù crocifisso, che sulla croce morì perdonando. Donna veramente forte, poiché nel perdono e non nella vendetta sta il vero eroismo; donna veramente santa, perché uniformata alla volontà di Dio nel momento terribile di un così grande dolore.

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