Finalmente alle 10,00 il canto "La Spina del Signore fu tua Gloria e Vessillo" annuncia l'ingresso dei concelebranti, che si avviano all'altare. Presiede la solenne celebrazione eucaristica Sua Eminenza il Cardinal Angelo Sodano, Segretario di Stato di Sua Santità, accolto con parole d'affetto dall'arcivescovo di Spoleto-Norcia, Mons. Riccardo Fontana. Le parole dell'introduzione alla celebrazione sono chiare: a 100 anni dalla canonizzazione voluta da Papa Leone XIII, tutta la Chiesa è unita nel desiderio che Santa Rita continui a essere viva nel cuore di tutti con il suo carisma e l'efficacia della sua intercessione. Siamo alle soglie di un nuovo Millennio e Santa Rita continua a essere nel cuore dei devoti sparsi nei cinque continenti. Il popolo dei suoi devoti è certamente il popolo dei più poveri, dei sofferenti, dei provati da mille privazioni, di persone in cerca di pace… che ha scelto di avere come modello una Donna forte, la donna saggia che indica una via di perfezione che passa ineluttabilmente per la croce di Cristo. Come non provare gioia nel vedere che questo popolo è composto da migliaia di giovani? Cosa li spinge a mettere tra i loro valori questo modello di santità, cosa li muove a lasciare le loro case e occupazioni per andare in Giubileo a Roma, in compagnia della Santa stigmatizzata? Questa festa di colori, riscaldata dal sole primaverile di Roma è anche la testimonianza viva che c'è ancora tanto bene, e soprattutto anche tanto desiderio di bene nelle nuove generazioni. Nella sua omelia il Cardinal Sodano commenta le parole cantate dai devoti di Santa Rita: Ogni stagione del mondo/attraversa una notte/e l'uomo sempre si sente/ smarrito e bambino/sente il bisogno di stelle/segni di amore dei cielo/e il Signore le accende/nel cielo lassù… Santa Rita è questa stella accesa per noi, è segno dell'amore di Dio verso di noi, è una prova della potenza della Grazia. Il messaggio di Santa Rita resta sempre attuale: la santità può fiorire in ogni condizione di vita. Santa Rita ci riuscì, perché la sua vita fu totale conformità alla volontà di Dio; Ella "tutta a Dio si diede". Donna contemplativa, Santa Rita fu però Donna profondamente inserita nella vita del suo tempo, e la preghiera dei fedeli ha messo in rilevo i diversi insegnamenti che emergono dalla sua vita, in cui si adoperò per i sofferenti, per riaffermare la pace, per l'unità delle famiglie, specialmente per quelle in crisi. Alle 11,45 in piazza ci sono circa 100 mila devoti che, terminata la celebrazione eucaristica, attendono l'arrivo del Santo Padre. Intanto si leggono brani della Lettera Apostolica inviata dal Santo Padre il 10 febbraio 1982 all'Arcivescovo di Spoleto-Norcia in occasione del VI centenario della nascita di Santa Rita. Dopo avere riascoltato la lezione di santità di Rita il popolo dei devoti eleva una preghiera litanica, chiedendo alla Santa di Roccaporena di ottenere per noi gli stessi frutti dello Spirito che essa visse: l'amore, la pace, la gioia, la pazienza, il perdono, la purezza, la fedeltà, il dominio di sé, la speranza. L'attesa del Santo Padre si conclude con una solenne invocazione a Gesù Cristo perché mandi il suo Spirito Santo, perché i nostri atteggiamenti e le nostre parole siano, come quelli di Santa Rita, ispirati al suo Vangelo e guidati dalla sua grazia. Al canto della Salve Regina e la recita dell'Ave Maria si percepisce qualcosa. La folla di devoti comincia a fremere… ad un certo punto alcuni indicano un punto lontano nella Piazza, iniziano a commentare… finalmente sui megaschermi giunge la sospirata conferma: il Santo Padre, Sua Santità Giovanni Paolo II, sulla sua papamobìle, sta iniziando a percorrere il suo tragitto che, attraverso un percorso notevolmente più lungo del necessario, lo porterà accanto all'urna della Santa, ma in questo modo potrà passare accanto alle migliaia di fedeli esultanti e pieni di gioia. Intanto il coro intona un canto: Se cercate i segni di Rita febbri, ferite, pestilenze, malattie, dolori, spiriti maligni, grandine, tempeste friggono. Quando l'automobile del Papa passa vicino a noi l'atmosfera stessa si fa diversa. Non è la "fortuna" di vedere da vicino un uomo così illustre, e neppure un eccesso di venerazione per il Vicario di Cristo che in quanto uomo è come uno di noi… è invece una genuina percezione che colui che ci passa vicino salutando e benedicendo è il Vica- rio di Cristo, che ha vissuto questo suo mandato difficile traghettando la Chiesa nel nuovo millennio, scavalcando non le persone e gli avversari, ma le proprie sofferenze che benché visibili non sono mai riuscite a bloccarlo definitivamente. In lui, come in Santa Rita, si può vedere come la grazia possa fare di un uomo e di una donna profondamente dediti alle "cose di Dio" anche un uomo e una donna radicalmente solidali con le vicende sociali e politiche del suo tempo. L'emozione è grande davanti a questa figura gigantesca del nostro tempo, benché stanca e piegata dalla sofferenza. Sembra percepirlo anche una giovane coppia, che, dopo aver visto passare davanti a sé questo anziano vestito di bianco, si abbraccia con gli occhi lucidi per le lacrime. Appena giunto sul sagrato il Santo Padre ha venerato il corpo di S. Rita, la cui urna è posta accanto al suo seggio, e la definisce "esperta nel soffrire", "avvocata dei poveri e dei disperati", "interprete del genio femminile". Accolgono l'arrivo del Papa sul Sagrato di S. Pietro le parole dall'arcivescovo di Spoleto-Norcia, Mons. Riccardo Fontana, il quale afferma che il miracolo più grande che hanno visto a Cascia è il fatto che questa città sia divenuta il "colle della speranza", per i molti devoti della Santa. Mons. Fontana non ha mancato di invitare Giovanni Paolo II a ricambiare la visita della Santa e dei suoi devoti con un viaggio a Cascia. Ascoltato con attenzione dai devoti di Santa Rita, il Santo Padre ha detto, tra l'altro: «Noi vediamo il corpo esile di una donna piccola di statura, ma grande nella santità, che visse nell'umiltà e ora è nota nel mondo intero per la sua eroica esistenza cristiana di sposa, di madre, di vedova e di monaca. Radicata profondamente nell'amore di Cristo, Rita trovò nella sua fede incrollabile la forza per essere in ogni circostanza donna di pace». Per questo la Santa può essere riproposta al popolo cristiano quale «segno di speranza soprattutto alle famiglie». «Rita con Cristo e come Cristo - ha affermato ancora il Papa - giunge alla Croce sempre e solo per amore. Come lei, allora, volgiamo lo sguardo e il cuore a Gesù morto e risorto per la nostra salvezza». Concludendo il suo discorso, Giovanni Paolo II ha invitato i devoti della Santa a riceverne spiritualmente il messaggio (simbolizzato dalla rosa) impegnandosi «a vivere come testimoni di una speranza che non delude, e missionari della vita che vince la morte».

