Domenica 27 giugno 1999 in occasione della festa della Rosa e delle Rite sono stati aperti ai devoti tutti i locali ove, secondo la tradizione, è nata Santa Rita.
Il primo a parlare della casa natale della Beata fu il biografo Padre Nicola Simonetti, dell'Ordine agostiniano e originario di Cascia, che scrisse nel 1697 la vita di Rita e raccontò di essersi recato a Cascia per visitare la casa della Beata, ridotta in Chiesa (la casa maritale) e che intanto si era fatta indicare la casa ove era nata. Lo storico casciano, Don Marco Franceschini, scrisse che il 4 Novembre 1599 una terribile scossa di terremoto fece cadere a Cascia e nel territorio numerose case; anche Roccaporena fu duramente provata dal luttuoso sisma e si può pensare a ragione che anche la casa natale di Rita, almeno una parte, fu danneggiata. Non a caso la deposizione al processo del 1629 di Giovanni Di Spirito, preso dall'entusiasmo e per avvalorare la protezione della Beata, racconta agli Officiali del Tribunale che nell'anno del terremoto (1599) molte case di Roccaporena "si sfasciarono" mentre la casa maritale ove abitava la Beata Rita non ebbe alcun danno.
L'Arcivescovo di Spoleto, Carlo Giacinto Lascaris, sempre molto preciso nelle descrizioni, nel 1712 nella visita pastorale a Roccaporena, scrisse che visitò la casa della Beata con il vocabolo Contubernium. Nessun cenno alla casa natale. In questi ultimi 50 anni l'"Opera di Santa Rita" ha seguito con interesse il fabbricato che la tradizione ha sempre indicato come casa natale della Santa e che risultava di proprietà della famiglia Termini. Sulla veridicità del fabbricato sono apparse molte polemiche, anche su giornali locali e regionali, sottoscritte con vari pseudonimi, adducendo ciascuno le più strane ragioni. Da ultimo è stato perfino nuovamente sostenuto che fosse unica la casa natale e quella maritale, identificata nell'attuale Cappella ricavata dal Card. Fausto Poli nella casa ove Rita ha vissuto. È da escludere tale notizia sia per le deposizioni dei testimoni locali al processo, sia perché il Card. Poli non ebbe alcun dubbio di ritenerla tale in quanto, nativo di Usigni, frazione confinante con Roccaporena, più volte ha veduto e senz'altro visitato l'abitazione della Beata.


