La Storia di Roccaporena

In principio Roccaporena era una ghirlanda di vecchie e piccole case, illuminate da fioche lampade a petrolio. Era un paesello sepolto in una profonda e angusta fossa a forma di triangolo, perduto tra le gole del Corno, circondato da fertili campi e da montagne con spuntoni di roccia geometrici che danno risalto alle alte e scoscese vette definite dai colori dei frassini, delle querce, dei cerri e dei carpini.

Molteplici le suggestioni di una natura superba, in un mondo di pace e di poesia. Gli abitanti erano dediti alla pastorizia e al lavoro dei campi. Sentieri, piste sassose e infangate, asini, muli e veicoli da trasporto: semplicità e modestia hanno permesso che passassero secoli senza che mutasse il volto del borgo denominato "Roccaporena".

Questo era il paese dove è nata Margherita Lotti, la nostra S. Rita. Fino al 1900, anno della canonizzazione di S. Rita, Roccaporena è rimasta quasi identica a ciò che era nei secoli XIV e XV, completamente isolata dal resto del mondo. Solo dopo le due Guerre Mondiali si presentò la necessità e l'opportunità di costruire una strada per accogliere i pellegrini e continuare la carità di Rita con un'opera che portasse il suo nome. Nel 1950 Roccaporena è finalmente collegata a Cascia con una rotabile, benedetta e inaugurata dal Vescovo Mons. Settimio Peroni alla presenza del Ministro degli Interni On. Mario Scelba.

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