san montano

«…Anno 1000… e da queste balze rocciose luminerà una luce divina, ignota al mondo, cui curveranno il capo le fiere del bosco…». Riferimento chiaro a S. Montano Vescovo e Martire (abitatore) dei monti, venuto a Porena dalla lontana Licia a predicare il Vangelo. Priore della quarta "Cella" di Roccaporena, fondò un piccolo cenobio, di cui fu abate.

Una mattina d'autunno viene al Monastero un bifolco per dire a Montano che un orso aveva divorato uno dei due buoi intenti all'aratura. Il monaco si recò sul posto e, trovato l'orso sotto un albero intento a consumare il suo pasto, lo fissò e, dopo aver pregato, gli ordinò di mettersi al fianco del bue rimasto, per arare con lui. Finito il lavoro, Montano lo lasciò libero, intimandogli di non recar più danno né a persone, né a cose. Per secoli questi animali vissero tra la boscaglia, avvicinandosi alle case per chiedere cibo in atteggiamento supplichevole.

S. Montano morì a Roccaporena con tanta fama di santità che il popolo lo proclamò suo protettore ed intitolò al suo nome la Chiesa parrocchiale.

Questa fu la Chiesa che S. Rita frequentò più di ogni altra durante i 36 anni della sua vita a Roccaporena e dove andò sposa a Paolo di Ferdinando. Vi riposano le spoglie dei genitori, del marito e dei figli di S. Rita.

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