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legame profondo con la gente
Nella lettera di commiato, scritta alla sua partenza da Norcia nel 1951, lapidariamente annota: «Ci vedemmo, ci comprendemmo, ci amammo», e subito aggiunge: «Fatti consolanti si sono avvicendati con fatti dolorosi come i giorni trepidanti del passaggio della tremenda guerra; ma la nostra scambievole intesa e il nostro reciproco amore non sono venuti mai meno. Insieme abbiamo gioito e la nostra gioia è stata più grande perché comune; insieme abbiamo pianto e le nostre lacrime sono state meno cocenti perché condivise». Ogni pastore vorrebbe poter scrivere tali parole al termine del proprio servizio alla Chiesa. Ma, evidentemente, non è possibile bluffare. Solo chi ha saputo creare un legame profondo con la sua gente può usare quelle espressioni. Il Vescovo Peroni, nello spirito della "caritas et gaudium" si pose decisamente al fianco della sua gente che volle conoscere nella maniera più ampia possibile entrando nelle case e rendendo la sua casa aperta e accogliente per tutti. Durante i 22 anni di Episcopato compì quattro visite pastorali nelle cento parrocchie della Diocesi, approfittando di tali incontri per vedere, evangelizzare, esortare, confortare. Sempre nella lettera di commiato scrive: «Io non dimenticherò mai i nostri incontri, talora molto solenni e talora più semplici, ma sempre cordiali, nei cento nostri paesi, la maggior parte dei quali appollaiati sulla schiena dei monti o adagiati nelle ombrose e fresche vallate. Le fatiche e i disagi delle quattro visite pastorali e di innumerevoli altre visite per ragioni di ministero erano ben ripagate dalle vostre filiali accoglienze e particolarmente dalla vostra attenzione nell'ascoltare e nel secondare quella parola che più che dal labbro mi sgorgava dal cuore preoccupato e desideroso della vostra eterna salvezza. Come non potrò mai dimenticare quei dialoghi catechistici tra me e i vostri figli, specialmente in occasione di Cresime, che formavano una delle mie più belle soddisfazioni e a cui anche voi prendevate tanto interesse». L'incontro del Vescovo con il popolo è una festa e al centro ci sono i bambini, i malati, gli anziani. È un dato di fatto, del quale si può solo prendere atto, che la nostra gente ha sentito sempre il Vescovo Peroni dalla sua parte. Soprattutto nel periodo della guerra, quando dimostrò la sua paternità mendicando pane per i suoi fedeli e soprattutto salvando da morte sicura numerose persone e risparmiando distruzioni a Norcia, a Cascia e in altri centri, non esitando a offrire la propria vita in cambio di ostaggi nelle mani delle forze occupanti.

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