ci ha lasciato una grande eredità
Espressioni sagge che soltanto da un cuore profondamente umano e da un'anima convintamente cristiana potevano sgorgare. È come un testamento spirituale, che ha animato e che dovrà animare tutti coloro che dovranno interessarsi dell'Opera di Santa Rita. Quando nel 1958 fu costretto a smettere di interessarsi dell'Opera e si dimise anche dall'incarico di direttore del bollettino Dallo Scoglio di Santa Rita, perché il suo fisico non poteva più sopportare il grande lavoro di Roccaporena unito all'insegnamento presso l'Università di Roma con le lacrime agli occhi ci disse: «Vi consegno una Bambina in fasce, fatela crescere». Fu il passaggio di una grande eredità, che accogliemmo con responsabilità e commozione. Anche se non si occupava più direttamente della redazione del bollettino e dell'amministrazione dell'Opera, continuò a chiedere del suo sviluppo non mancando mai di visitare quei luoghi a cui aveva dato tutta la sua intelligenza e le energie migliori della sua vita. Aveva terminato negli ultimi anni della sua esistenza una nuova vita di Santa Rita. Ma la morte, avvenuta il 10 dicembre 1975, non gli permise di vederla stampata. L'Opera di Santa Rita con il titolo Rita, la rosa di Roccaporena la pubblicò con tanto piacere e riconoscenza in memoria di colui che, innamorato di santa Rita, studiò l'ambiente in cui Ella visse, approfondì tutte le fasi della sua vita, dall'ambiente familiare al monastero, per far conoscere a tutti le Sue virtù e la Sua santità in un tempo in cui la figura della Santa appare ancora di viva attualità.

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