L'Orto del Miracolo


Poco distante dall'abitato è lo sterile orticello della Santa al quale si accede per un comodo viottolo; qui la tradizione vuole che nel gennaio 1447, fra la neve e il gelo, sbocciasse una rosa profumata e maturassero due fichi che una anziana parente colse e portò a Rita inferma. L'orto è sovrastato da due scogli che formano una cavità a guisa di grotta: i fedeli vi hanno posto una croce, un gruppo bronzeo e la seguente iscrizione: "nel più aspro rigore del verno, essendo ogni cosa ricoperta di neve una buona donna, parente di Rita, fu a visitarla. Nel partire la richiese, se da casa voleva cosa alcuna: rispose ch'avrebbe desiderata una rosa e due fichi dell'orto suo. Sorrise la buona donna credendo, ch'ella delirasse per la violenza del male e se n'andò. -Giunta a casa e entrata ad altro fine nell'orto, vidde sulle spine, spogliate, d'ogni verdura e cariche di neve una bellissima rosa, e sù la pianta due fichi ben maturi, e rimasta attonita per la contrarietà della stagione, e, per la qualità di quel freddissimo clima veduti il fiore e i frutti miracolosi gli colse, e à Rita portogli". (dal breve racconto, Roma, 1628, P. 23). Il gruppo dello scultore Rodolfo Maleci raffigura S. Rita inferma nell'atto di ricevere la rosa dall'anziana parente. L'espressione di meraviglia della donna spettatrice di tanto miracolo, l'atteggiamento di serena rassegnazione della malata, la delicatezza e la dolcezza delle linee fanno di questo lavoro una delle opere meglio riuscite dell'artista.