
Il
Santuario di S.Rita
Sorge in fondo al paese. Eretto su disegno dell'arch.
Oreste Della Piana di Alba, fu consacrato e aperto al pubblico nel 1948. È una
costruzione in veste romanica per la cui realizzazione il progettista ha tenuto
presente quelle caratteristiche di semplicità e di povertà che mettono in risalto
l'umile religiosità della Santa. Esternamente l'edificio è rivestito in pietra
locale levigata; nel quadriportico il 16 giugno 1968 fu collocata, al centro
della fontana, la statua in bronzo di S. Rita popolana dello scultore Venanzo
Crocetti da Roma che ha colto la Santa durante la sua vita roccana, nel vigore
degli anni e nel periodo della maternità. Tali momenti sono stati espressi con
la grandiosità della statua, la robustezza dell'immagine e le pieghe del vestito
più pronunciate sul seno e sull'addome. Una visione celestiale sembra rapire
la donna la quale, con le braccia aperte, pare voglia staccarsi da terra per
raggiungere il monastero delle agostiniane di Cascia. L'interno del santuario
è a tre navate, di cui le perimetrali sostengono il matroneo. Il pavimento è
in pietra porfirica; la balaustra e l'altare in marmo pregiato. L'area absidale
è occupata da raffigurazioni musive disegnate dall'arch. Della Piana, realizzate
dal pittore Ermanno Politi di Torino e tradotte dal mosaicista Giordano Righini
della stessa città (1967). Il lavoro, unico nel suo genere, è forse quanto di
meglio abbia lasciato l'arte moderna nelle chiese della zona, sia per la concezione
dell'opera sia per la tonalità dei colori e la espressività delle immagini;
si adatta perfettamente allo stile del tempio e non disturba, anzi favorisce
il raccoglimento. Cristo crocifisso occupa una posizione di rilievo; fanno di
contorno la Madre e S. Rita folgorata dalla spina, con le braccia in croce sul
petto e con lo sguardo rivolto al Redentore; in posizione secondaria, i SS.
Agostino e Nicola da Tolentino; alla sinistra dell'Agostiniana, i SS. Giovanni
Battista e Montano. In alto, sopra la croce, lo Spirito Santo e l'Eterno Padre
nell'atto di mostrare all'umanità il prezzo della redenzione. Sull'estradosso,
scritta in oro riferita a S. Rita: IUXTA CRUCEM RITA VULNERATA A CHRISTO DOMINO
CORONATUR. Le pareti del presbiterio sono ornate con rose e tralci con uva.
Sull'altare, tabernacolo in bronzo con Cristo risorto, la Cena di Emmaus, l'offerta
di Abele e le Nozze di Cana. Nelle pareti laterali della sala sono presentati,
a figura intera, a sinistra i SS. Francesco di Assisi e Chiara e a destra i
ss. Benedetto e Scolastica. A sinistra: SPINARUM ACULEOS EXPERTA RITA VICTRICEM
CORONAM MERERIS / A MYSTICIS APIBUS DULCETUDINEM IN TUOS PROXIMOS RITA DOCERIS;
a destra: ROSARUM TUARUM ODORE ALLECTI AD TE RITA UNDIQUE CURRUNT FIDELES /
A TE DISCANT OMNES QUOMODO CHRISTUM SANTESANTE SEQUANTUR. Nella cappellina destra,
entro custodia d'argento, manto di pelle indossato dalla Santa nei periodi di
freddo. Nelle vetrate a colori, S. Rita con ai lati i SS. Agostino e Giacomo
della Marca della pittrice milanese Angela Panigali (1966); della stessa artista
sono le vetrate della cappellina sinistra, dove è la Madonna fra i SS. Benedetto
e Vincenzo Pallotti oriundo di S. Giorgio di Cascia.